Il Codice deontologico dell'infermiere
Approvato dal Comitato centrale della Federazione con deliberazione n.1/09 del
10 gennaio 2009 e dal Consiglio nazionale dei Collegi Ipasvi riunito a Roma
nella seduta del 17 gennaio 2009
Capo I
Articolo 1
L'infermiere è il professionista sanitario responsabile dell'assistenza
infermieristica.
Articolo 2
L'assistenza infermieristica è servizio alla persona, alla famiglia e
alla collettività. Si realizza attraverso interventi specifici, autonomi
e complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale
ed educativa.
Articolo 3
La responsabilità dell'infermiere consiste nell’assistere, nel
curare e nel prendersi cura dellapersona nel rispetto della vita, della salute,
della libertà e della dignità dell'individuo.
Articolo 4
L'infermiere presta assistenza secondo principi di equità e giustizia,
tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali, nonché del genere
e delle condizioni sociali della persona.
Articolo 5
Il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e dei principi etici della professione
è condizione essenziale per l'esercizio della professione infermieristica.
Articolo 6
L'infermiere riconosce la salute come bene fondamentale della persona e interesse
della collettività e si impegna a tutelarla con attività di prevenzione,
cura, riabilitazione e palliazione.
Capo II
Articolo 7
L’infermiere orienta la sua azione al bene dell'assistito di cui attiva
le risorse sostenendolo nel raggiungimento della maggiore autonomia possibile,
in particolare, quando vi sia disabilità, svantaggio, fragilità.
Articolo 8
L’infermiere, nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche,
si impegna a trovare la soluzione attraverso il dialogo. Qualora vi fosse e
persistesse una richiesta di attività in contrasto con i principi etici
della professione e con i propri valori, si avvale della clausola di coscienza,
facendosi garante delle prestazioni necessarie per l’incolumità
e la vita dell’assistito.
Articolo 9
L’infermiere, nell'agire professionale, si impegna ad operare con prudenza
al fine di non nuocere.
Articolo 10
L'infermiere contribuisce a rendere eque le scelte allocative, anche attraverso
l'uso ottimale delle risorse disponibili.
Capo III
Articolo 11
L'infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate e aggiorna saperi
e competenze attraverso la formazione permanente, la riflessione critica sull'esperienza
e la ricerca. Progetta, svolge e partecipa ad attività di formazione.
Promuove, attiva e partecipa alla ricerca e cura la diffusione dei risultati.
Articolo 12
L’infermiere riconosce il valore della ricerca, dellasperimentazione clinica
e assistenziale per l’evoluzione delle conoscenze e per i benefici sull’assistito.
Articolo 13
L'infermiere assume responsabilità in base al proprio livello di competenza
e ricorre, se necessario, all'intervento o alla consulenza di infermieri esperti
o specialisti. Presta consulenza ponendo le proprie conoscenze ed abilità
a disposizione della comunità professionale.
Articolo 14
L’infermiere riconosce che l’interazione fra professionisti e l'integrazione
interprofessionale sono modalità fondamentali per far fronte ai bisogni
dell’assistito.
Articolo 15
L’infermiere chiede formazione e/o supervisione per pratiche nuove o sulle
quali non ha esperienza.
Articolo 16
L'infermiere si attiva per l'analisi dei dilemmi etici vissuti nell'operatività
quotidiana e promuove il ricorso alla consulenza etica, anche al fine di contribuire
all’approfondimento della riflessione bioetica.
Articolo 17
L’infermiere, nell'agire professionale è libero da condizionamenti
derivanti da pressioni o interessi di assistiti, familiari,altri operatori,
imprese, associazioni, organismi.
Articolo 18
L'infermiere, in situazioni di emergenza-urgenza, presta soccorso e si attiva
per garantire l'assistenza necessaria. In caso di calamità si mette a
disposizione dell'autorità competente.
Capo IV
Articolo 19
L'infermiere promuove stili di vita sani, la diffusione del valore della culturadella
salute e della tutela ambientale, anche attraverso l’informazione e l'educazione.
A tal fine attiva e sostiene la rete di rapporti tra servizi e operatori.
Articolo 20
L'infermiere ascolta, informa, coinvolge l’assistito e valuta con lui
i bisogni assistenziali, anche al fine di esplicitare il livello di assistenza
garantito e facilitarlo nell’esprimere le proprie scelte.
Articolo 21
L'infermiere, rispettandole indicazioni espresse dall'assistito, ne favorisce
i rapporti con la comunità e le persone per lui significative, coinvolgendole
nel piano di assistenza. Tiene conto della dimensione interculturale e dei bisogni
assistenziali ad essa correlati.
Articolo 22
L’infermiere conosce il progetto diagnostico-terapeutico per le influenze
che questo ha sul percorso assistenziale e sulla relazione con l’assistito.
Articolo 23
L’infermiere riconosce il valore dell’informazione integrata multiprofessionale
e si adopera affinché l’assistito disponga di tutte le informazioni
necessarie ai suoi bisogni di vita.
Articolo 24
L'infermiere aiuta e sostiene l’assistito nelle scelte, fornendo informazioni
di natura assistenziale in relazione ai progetti diagnostico-terapeutici e adeguando
la comunicazione alla sua capacità di comprendere.
Articolo 25
L’infermiere rispetta la consapevole ed esplicita volontà dell’assistito
di non essere informatosul suo stato di salute, purché la mancata informazione
non sia di pericolo per sé o per gli altri.
Articolo 26
L'infermiere assicura e tutela la riservatezza nel trattamento dei dati relativi
all’assistito. Nella raccolta, nella gestione e nel passaggio di dati,
si limita a ciò che è attinente all’assistenza.
Articolo 27
L'infermiere garantisce la continuità assistenziale anche contribuendo
alla realizzazione di una rete di rapporti interprofessionali e di una efficace
gestione degli strumenti informativi.
Articolo 28
L'infermiere rispetta il segreto professionale non solo per obbligo giuridico,
ma per intima convinzione e come espressione concreta del rapporto di fiducia
con l'assistito.
Articolo 29
L'infermiere concorre a promuovere le migliori condizioni di sicurezza dell'assistito
e dei familiari e lo sviluppo della cultura dell’imparare dall’errore.
Partecipa alle iniziative per la gestione del rischio clinico.
Articolo 30
L'infermiere si adopera affinché il ricorso alla contenzione sia evento
straordinario, sostenuto da prescrizione medica o da documentate valutazioni
assistenziali.
Articolo 31
L'infermiere si adopera affinché sia presa in considerazione l'opinione
del minore rispetto alle scelte assistenziali, diagnostico-terapeutiche e sperimentali,
tenuto conto dell'età e del suo grado di maturità.
Articolo 32
L'infermiere si impegna a promuovere la tutela degli assistiti che si trovano
in condizioni che ne limitano lo sviluppo o l'espressione, quando la famiglia
e il contesto non siano adeguati ai loro bisogni.
Articolo 33
L'infermiere che rilevi maltrattamenti o privazioni a carico dell’assistito
mette in opera tutti i mezzi per proteggerlo, segnalando le circostanze, ove
necessario, all'autorità competente.
Articolo 34
L'infermiere si attiva per prevenire e contrastare il dolore e alleviare la
sofferenza. Si adopera affinché l’assistito riceva tutti i trattamenti
necessari.
Articolo 35
L'infermiere presta assistenza qualunque sia la condizione clinica e fino al
termine della vita all’assistito, riconoscendo l'importanza della palliazione
e del conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale, spirituale.
Articolo 36
L'infermiere tutela la volontà dell’assistito di porre dei limiti
agli interventi che non siano proporzionati alla sua condizione clinica e coerenti
con la concezione da lui espressa della qualità di vita.
Articolo 37
L’infermiere, quando l’assistito non è in grado di manifestare
la propria volontà, tiene conto di quanto da lui chiaramente espresso
in precedenza e documentato.
Articolo 38
L'infermiere non attua e non partecipa a interventi finalizzati a provocare
la morte, anche se la richiesta proviene dall'assistito.
Articolo 39 L'infermiere sostiene i familiari
e le persone di riferimento dell’assistito, in particolare nella evoluzione
terminale della malattia e nel momento della perdita e della elaborazione del
lutto.
Articolo 40
L'infermiere favorisce l’informazione e l’educazione sulla donazione
di sangue, tessuti ed organi quale atto di solidarietàe sostiene le persone
coinvolte nel donare e nel ricevere.
Capo V
Articolo 41
L'infermiere collabora con i colleghi e gli altri operatori di cui riconosce
e valorizza lo specifico apporto all'interno dell'équipe.
Articolo 42
L'infermiere tutela la dignità propria e dei colleghi, attraverso comportamenti
ispirati al rispetto e alla solidarietà.
Articolo 43
L'infermiere segnala al proprio Collegio professionale ogni abuso o comportamento
dei colleghi contrario alla deontologia.
Articolo 44
L'infermiere tutela il decoro personale ed il proprio nome. Salvaguarda il prestigio
della professione ed esercita con onestà l’attività professionale.
Articolo 45
L’infermiere agisce con lealtà nei confronti dei colleghi e degli
altri operatori.
Articolo 46
L’infermiere si ispira a trasparenza e veridicità nei messaggi
pubblicitari, nel rispetto delle indicazioni del Collegio professionale.
Capo VI
Articolo 47
L'infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, contribuisce ad orientare
le politiche e lo sviluppo del sistema sanitario, al fine di garantire il rispetto
dei diritti degli assistiti, l'utilizzo equo ed appropriato delle risorse e
la valorizzazione del ruolo professionale.
Articolo 48
L'infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, di fronte a carenze
o disservizi provvede a darne comunicazione ai responsabili professionali della
struttura in cui opera o a cui afferisce il proprio assistito.
Articolo 49
L’infermiere, nell’interesse primario degli assistiti, compensa
le carenze e i disservizi che possono eccezionalmente verificarsi nella struttura
in cui opera. Rifiuta la compensazione, documentandone le ragioni, quando sia
abituale o ricorrente o comunque pregiudichi sistematicamente il suo mandato
professionale.
Articolo 50
L'infermiere, a tutela della salute della persona, segnala al proprio Collegioprofessionale
le situazioni che possono configurare l’esercizio abusivo della professione
infermieristica.
Articolo 51
L'infermiere segnala al proprio Collegio professionale le situazioni in cui
sussistono circostanze o persistono condizioni che limitano la qualità
delle cure e dell’assistenza o il decoro dell'esercizio professionale.
Disposizioni finali
Le norme deontologiche contenute nel presente Codice sono vincolanti; la loro
inosservanza è sanzionata dal Collegio professionale.
I Collegi professionali si rendono garanti della qualificazione dei professionisti
e della competenza da loro acquisita e sviluppata
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